Ed anzi ho una paura fottuta di quelli che combattono per qualcosa in cui credono. Preferisco di gran lunga quelli che combattono perché vengono pagati per farlo, o addirittura quelli che -per sicurezza- non combattono affatto. A scanso di equivoci: non è il combattere in sè a darmi dei problemi, è piuttosto il credere. La gente crede in ogni sorta di fantasiosa opinione: gli oroscopi, la Roma, la classe operaia, allah, nostradamus, gli spot della Ferrero, i polli con l’influenza, l’omeopatia, Valterveltroni, la Francia, potrei continuare. Se tutti trovassero il coraggio di combattere per quello in cui credono tutto quello che avremmo è una montagna di guerre stupide combattute da eserciti di idioti. I pusillanimi, i prezzolati e quelli che non credono in nulla sono il sale della terra ed è a loro che dobbiamo la provvisoria mancata estinzione della specie. Se quest’ultima sia da considerarsi un bene non saprei dirlo. In linea di massima diciamo che non credo.